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Scritto da admin Antico Egitto
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Lunedì 09 Agosto 2004 23:30 |
L'Egitto apre il valico di Rafah, migliaia in fuga da Gaza - Il gesto del Cairo alla vigilia del Ramadan. Nonostante la tregua continua il blocco israeliano.
Si sono riversati sul confine in migliaia, non appena dal Cairo è arrivata la conferma dell'apertura del valico di Rafah. Ammassati sotto il sole rovente, tenuti a freno dalle guardie di frontiera egiziane, ieri c'erano palestinesi ammalati, studenti iscritti in università egiziane e di altri paesi, mariti che attendevano da mesi di ricongiungersi alle mogli sul versante opposto e viceversa. Ma anche 200 cittadini egiziani rimasti bloccati a Gaza dallo scorso gennaio, quando gli uomini di Hamas fecero saltare con la dinamite la barriera di confine. Quello del Cairo, hanno spiegato i palestinesi, è stato un gesto di «buona volontà» nell'imminenza del Ramadan, il mese di digiuno, dall'alba al tramonto, osservato dai musulmani. Un piccolo gesto, perché Rafah rimarrà aperta non più di due giorni.
Per quei palestinesi che ieri hanno passato la frontiera, dopo una lunghissima attesa in condizioni precarie, sarà senza dubbio un Ramadan felice. Gli altri hanno ben poco di cui consolarsi e si preparano a fare i conti con la penuria di tutte quelle merci che, al contrario, dovrebbero abbondare in questo mese, quando ogni sera le famiglie si riuniscono per l'iftar, la cena che sospende il digiuno islamico. La tregua tra Hamas e Israele raggiunta il 19 giugno tiene, ma dai valichi con Israele continua a passare un flusso ridotto di prodotti di base e poco di più. Lo spargimento di sangue si è arrestato, ma le condizioni di vita di 1,5 milioni di palestinesi non sono migliorate come molti si aspettavano. «Trovare una bombola di gas, fare il pieno di benzina, acquistare certe medicine in farmacia, sono imprese quasi impossibili per la maggior parte della gente - spiega Amr, che si guadagna da vivere lavorando come autista - e tanti già guardano all'inverno, quando riscaldarsi per molti sarà impossibile. I ricchi non hanno problemi perché possono permettersi di pagare cifre alte al mercato nero».
Un pizzico di euforia l'hanno lasciato i pacifisti internazionali giunti il 23 agosto a Gaza a bordo delle navi Free Gaza e Liberty. Venerdì buona parte degli attivisti sono rientrati a Cipro chiudendo, senza interferenze da parte della Marina militare israeliana, la loro prima missione per Gaza. Con loro sono scesi a Larnaca anche sette palestinesi, tra i quali un ragazzo che spera di ricevere all'estero un arto artificiale, dopo essere stato ferito dall'artiglieria israeliana. Il ritorno delle due navi dovrebbe avvenire entro un mese. Intanto non fa passi in avanti il negoziato per la liberazione di Gilad Shalit, il soldato israeliano catturato due anni fa da un commando palestinese. Hamas vuole la scarcerazione di 1.000-1.500 detenuti politici palestinesi (in totale sono 11mila) in cambio di Shalit, Israele non accetta. Oggi è previsto un nuovo incontro tra il premier israeliano Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen. |