Bellissimo screensaver di Aton-ra.com. Lo screensaver non è a tema egizio: contiene una selezione delle 365 più belle immagini del portale di ricerca www.bing.it. Le immagini compaiono in sequenza casuale: vi serviranno un paio d'anni per vederle tutte :-). |
| Hawass chide la restituzione del Papiro |
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| Scritto da admin Antico Egitto |
| Giovedì 11 Ottobre 2007 02:12 |
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Storie diverse per le quali Zahi Hawass, in Egitto il segretario generale del Consiglio supremo delle Antichità, e quindi un’autorità internazionale, propone ora, lo stesso identico finale: il ritorno immediato e incondizionato di questi tesori a casa, in Egitto. Ma mentre per gli altri la richiesta era nota, per il «Canone reale» custodito a Torino si tratta di una novità. Hawass non aveva infatti mai espresso finora il desiderio che il papiro che elenca le varie dinastie e che ha contribuito a renderci più chiara la storia dell’Egitto, tornasse a casa. «Lotterò per avere il Papiro di Torino, il famoso canone reale che risale probabilmente al regno di Ramses II», avverte in un’intervista al mensile scientifico «Newton», spiegando come questo documento si trovi ai primi posti dell'elenco di richieste di restituzione che sta, una dopo l'altra, con metodica scienza, inviando alle singole nazioni. Il papiro, scoperto da Bernardino Drovetti, è uno dei documenti più preziosi trovati finora lungo le rive del Nilo. Il testo è composto su diverse colonne e la scrittura, ieratico, una semplificazione dei più complessi geroglifici, elenca le varie dinastie e rappresenta un complemento dell’unico altro elenco (dal quale differisce in alcune date) dello storico Manetone. Il papiro, che si trova in una piccola saletta alla sinistra dell’ingresso al museo, è internazionalmente conosciuto proprio con il nome di «Papiro di Torino». Perché proprio ora deve tornare in Egitto ciò che se n'è andato, in vario modo e per diversi motivi, quasi un secolo fa? Si tratta forse di un «effetto laterale» di quanto sta accadendo tra il governo italiano e il Getty? O è l'ennesimo capriccio del potente egittologo, per molti «l'ultimo dei faraoni»? La risposta sta, forse, nell'ultimo progetto di Zahi Hawass: realizzare entro qualche anno, cinque al massimo, il nuovo grande Museo dell'antico Egitto proprio al Cairo, dove già ne esiste uno, non uno qualsiasi ma il più grande del mondo. Articolo di ELENA MARCO LaStampa.it |