| La vita oltre la morte ai tempi di Sety I Un centinaio di oggetti provenienti dalle maggiori collezioni egiziane d’Italia e la ricostruzione parziale di una delle sepolture faraoniche più grandi della Valle dei Re sono il cuore pulsante della mostra “Tutte le anime della mummia. La vita oltre la morte ai tempi di Sety I”, promossa da Museo Civico Archeologico di Chianciano e Museo Civico Archeologico di Bologna in collaborazione con il Museo Egizio di Firenze e i Musei Vaticani grazie al contributo di Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali. |
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| Il nuovo museo Egizio |
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Il progetto Così cambierà il Museo di Torino, secondo al mondo dopo quello del Cairo: Mummie e soffitti di cristallo - È il futuro dell'Antico Egitto. A disposizione altri seimila metri quadrati, che ospiteranno 24 mila reperti fino a oggi chiusi nei magazzini del Museo Egizio.
TORINO — Un grande museo «nazional-popolare», capace di sfruttare appieno le suggestioni di un'epoca storica, l'Antico Egitto, che ha ispirato grandi film e romanzi d'avventura. Senza, con ciò, togliere nulla al rigore scientifico e al pregio di collezioni che fanno dell'Egizio di Torino il secondo dopo il Cairo e che da sempre attirano studiosi di tutto il mondo, americani e tedeschi in prima fila. Il progetto preliminare firmato da Aimaro Oreglia d'Isola, l'architetto torinese che ha sconfitto in una gara internazionale i concorrenti americani e giapponesi grazie anche alla consulenza dello scenografo e due volte premiato con l'Oscar Dante Ferretti, arriverà in aprile. Ma il cantiere che si prepara, e che costerà 50 milioni di euro tutti torinesi (oltre a Comune, Provincia e Regione il denaro arriva da Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT) sa di rivoluzione: nell'antico edificio barocco — che non chiuderà mai al pubblico, chiamato anzi a seguire i lavori «in diretta» — si scaverà sotto il cortile, per interrare tutti i servizi e far filtrare la luce naturale attraverso un soffitto di cristallo iper-tecnologico, poi si salirà verso l'alto per occupare i 6.000 metri lasciati liberi dalla Galleria Sabauda e infine si «sfonderà» l'edificio sul retro, creando un nuovo ingresso su via Roma, l'arteria principale del centro cittadino. «Questo Museo — annuncia Alain Elkann, scrittore e presidente della Fondazione che nel 2004, con un'inedita alleanza tra ministero dei Beni Culturali e enti locali, ha preso le redini dell'Egizio — respirerà diversamente, con un giusto equilibrio tra effetti speciali e conservazione di un patrimonio straordinario che appartiene a tutti. Corriere della sera |