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| Missione archeologica in Sudan |
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| Scritto da admin Antico Egitto |
| Giovedì 05 Marzo 2009 17:59 |
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SUDAN - Appena in tempo, lo stesso giorno in cui la Corte Suprema dell’Aja ha condannato per crimini di guerra perpetrati in Darfur il presidente - dittatore del Sudan Bashir, i nostri della spedizione archeologica sono rientrati a Roma e a Milano. Dicevamo appena in tempo perché le ritorsioni contro l’occidente si sono subito fatte sentire, cancellazione di permessi di scavo, espulsione di varie ONG, tra le quali Medici Senza Frontiera, ecc.
La spedizione, formata da 6 persone, quattro dell’Università di Torino e due di Accademia Kronos, era partita dall’Italia i primi di febbraio e si riproponeva di riattivare un cantiere altrimenti chiuso per motivi economici nel sito archeologico di Gebel Barkal, nel nord del Sudan. Grazie ai soldi trovati da Accademia Kronos il cantiere di scavi è potuto riaprire. Questa campagna scavi ha portato alla luce reperti di grande valore a testimonianza di una civiltà poco conosciuta, ma di grande importanza storica ed archeologica, stiamo parlando della cultura meroitica, vissuta all’ombra del grande Egitto, ma non di meno importante. Il sito archeologico del Gebel Barkal si trova, presso la moderna città di Karima, a circa 400 km in linea d’aria dalla capitale Khartoum. La zona è di una straordinaria suggestione paesaggistica e il luogo fu abitato da epoche antichissime. Gli egiziani lo conquistarono intorno al 1500 a.C. e supposero che qui fosse l’origine del fiume Nilo e della loro regalità sacra in Egitto. L’area è dominata da un rilievo caratteristico, che si erge per una sessantina di metri sulla piana sottostante a circa 1 km dal Nilo. Verso sud si stacca un pinnacolo scosceso che fu assimilato al cobra simbolo della regalità. Alle pendici del monte si sviluppò quindi un sistema di templi e di palazzi che rimase attivo fino all’arrivo del cristianesimo, nel VII secolo. Lo scopo della spedizione era quella di acquisire ulteriori documentazioni su tre periodi:
I risultati di questa bella esperienza, sia medica che archeologica, saranno esposti presto in un paio di conferenze a Viterbo e ad Orvieto. http://www.unonotizie.it |