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Webcam sulle piramidi di Giza - Il Cairo
Webcam sul Hurgada e Sharm el Sheikh - Mar Rosso
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Tutankhamon
IL CAIRO (Egitto) - Da quando la sua tomba fu scoperta nel 1922, sono centinaia le leggende nate sulla sua precoce morte e sulla sua misteriosa bellezza. Da oggi, per la prima volta, il pubblico potrà ammirare il vero volto di Tutankhamon, il giovane faraone d'Egitto, che secondo recenti studi sarebbe morto durante una battuta di caccia cadendo dal suo cocchio circa 3000 anni fa: la sua mummia è stata riportata nella tomba della Valle dei Re dove fu scoperta esattamente 85 anni fa e finalmente i visitatori potranno ammirarla da vicino.
MUMMIFICAZIONE - Sebbene il suo sarcofago sia uno dei reperti archeologici più famosi al mondo, fino a ieri solo una cinquantina persone avevano potuto vedere il vero volto di Tutankhamon. Il viso del giovane faraone è rimasto intatto grazie al complesso processo di mummificazione operato dai dottori egiziani tre millenni fa. Secondo l'archeologo Zahi Hawass, il calore e l'umidità che sarà prodotto dalle folle che visiteranno la mummia avrebbero potuto provocare seri danni ai resti del corpo di Tutankhamon. Proprio per questo gli scienziati hanno deciso di togliere la mummia dall'antico sarcofago e l'hanno piazzata in una cassa di plexi-glass climatizzata nell'anticamera della sua tomba
FACCIA A FACCIA - L'archeologo Hawass ha visto per la prima volta il viso di Tutankhamon nel 2005 quando ha guidato degli studi supertecnologici sulla mummia del sovrano che hanno poi portato alla ricostruzione tridimensionale del suo volto. Hawass in una recente intervista ha affermato che vedere il volto del giovane sovrano è un'esperienza davvero indimenticabile: «La prima volta che l'ho visto sono rimasto affascinato - ha commentato l'archeologo -. Incontrare faccia a faccia il sovrano Tutankhamon è stata un'esperienza eccezionale, un momento davvero importante nella mia vita».
Francesco Tortora - Corriere della Sera.
Una tomba vicino a Tutankhamon: scoperti cinque sarcofagi in fondo a un cunicolo
LUXOR (Egitto) — La spettacolare Valle dei Re non finisce di stupire. Per quasi un secolo si era creduto che non avesse più niente da svelare. E invece, due giorni fa, la strabiliante scoperta: una nuova tomba, miracolosamente intatta e a pochi metri di distanza da quella celeberrima e maledetta di Tutankhamon, è stata trovata a 4 metri sotto terra nella necropoli situata sulla riva occidentale del Nilo.
LUXOR (Egitto) — La spettacolare Valle dei Re non finisce di stupire. Per quasi un secolo si era creduto che non avesse più niente da svelare. E invece, due giorni fa, la strabiliante scoperta: una nuova tomba, miracolosamente intatta e a pochi metri di distanza da quella celeberrima e maledetta di Tutankhamon, è stata trovata a 4metri sotto terra nella necropoli situata sulla riva occidentale del Nilo. Si tratta di una tomba regale, o di alti dignitari di corte, «ricca» di sarcofagi e di giare chiuse da sigilli faraonici. La tomba è stata già battezzata col codice KV63, conformemente all’uso che vuole che le scoperte fatte nell’area vengano indicate con l’appellativo KV seguito da un numero. Si trova tra KV10 (Amenmesses) e KV62 (Tutankhamon), al centro della Valle, vicino al crocevia di sentieri battuti da migliaia di turisti. Autore del ritrovamento, un team di archeologi dell’università di Memphys (Tennessee) guidati da Otto Schaden, egittologo, responsabile proprio del «Progetto tomba di Amnemesses».
I sarcofagi contengono mummie risalenti — secondo Zahi Hawass, curatore delle antichità egizie — quasi certamente alla diciottesima dinastia, che governò l’Egitto dal 1560 al 1085 avanti Cristo (circa 3500-3300 anni fa), all’inizio del cosiddetto Nuovo Regno, quando la capitale era Tebe, l’attuale Luxor. È stato uno choc—ha aggiunto—. Nella valle erano 84 anni, da quando, nel 1922, il britannico Howard Carter scoprì quella del giovane faraone Tutankhamon, che non si trovava più una tomba». La squadra di archeologi americani era impegnata sulla tomba di Amenmesses, un faraone della XIX dinastia. «Stavano scavando accanto a quella — ha raccontato Patricia Podzorski, curatrice delMuseo di Arte e Archeologia dell’Università del Missouri—. In particolare lavoravano sui resti delle capanne usate dagli operai che costruivano le tombe. All’improvviso, hanno trovato un cunicolo, 4 metri più giù la tomba: un’unica grande camera, di almeno 3 metri quadrati.
E al suo interno i sarcofagi in legno delle mummie con maschere funerarie colorate e oltre venti giare con i sigilli faraonici». Si tratta della 63ma tomba scoperta da quando la valle fu studiata, nel 18mo secolo: le ricerche cominciarono con la campagna napoleonica del 1798. «Da 100 anni la gente dice che la Valle dei re non nasconde più nulla— ha commentato Podzorski —. Lo dissero anche prima che Howard Carter trovasse la tomba di Tutankhamon e dopo. Ma si sbagliavano. E continuano a sbagliarsi». Haconfermato un altro famosissimo egittologo americano, Kent Weeks, scopritore della tomba dei figli di Ramses II: «Non sarei per niente stupito se nei prossimi 10 anni saltassero fuori altre sorprese simili. Per troppo tempo ci si è limitati a censire l’esistente. La nuova tomba potrebbe essere quella della moglie e del figlio di un re, o di un prete o di un responsabile della corte».
La nuova scoperta non farà che rendere l’area ancor più allettante per le fiumane di turisti: già ne arrivano ogni giorno oltre nove mila. Secondo molti specialisti l’affollamento è eccessivo e mette a rischio la sopravvivenza del sito. Uno dei primi a essere colpito dalla bellezza del posto fu l’imperatore romano Adriano, che vi andò nel 130 d.C., quando vi erano appena 10 tombe accessibili. Ma dal 1840 l’agenzia Cook rese l’Egitto una meta allettante e nel 1880 Luxor era divenuta una stazione turistica frequentata. Oggi lo è a tal punto che qualcuno— fra cui il professor Weeks—ha suggerito di chiudere i siti più delicati: «Troppi visitatori stanno portando alla distruzione le pitture e i tessuti delle tombe che una volta ospitarono Ramses II, Seti I e Tutankhamon », ha dichiarato recentemente.
Fonte:Corriere della Sera