| 25.02.2009 – Akhenaton fu il decimo faraone della XVIII dinastia egizia: figlio del faraone Amenhotep III e di Typ, nonchè sposo della bellissima Nefertiti. Venne soprannominato "il faraone eretico" per aver istituito il culto di Aton (sollevando l'ira del clero di Amon) che restituiva al monarca il ruolo di unico tramite tra gli uomini e dio. Akhenaton fondò anche una nuova capitale e istituì nuovi rituali religiosi, da tenersi in pieno giorno, non più all'oscurità del santuario. |
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| Il profumo degli antichi egizi |
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Ricercatori di Bonn hanno iniziato le analisi radiologiche di un flaconcino di profumo risalente all’antico Egitto su cui è impresso un nome: Hatshepsut.
HATSHEPSUT - Si tratta della regina più famosa dell’epoca dei faraoni, che divenne sovrana nel 1479 a.C. e regnò per un lungo periodo, inizialmente come tutrice del figliastro Thutmosi III. Grande personaggio dal fascino androgino è l’unico faraone di sesso femminile rappresentata spesso vestita da uomo. Eppure, a dispetto del look virile, pare che questa regina fosse una vera patita di profumi, soprattutto in seguito a una spedizione nell’allora regione di Punt (l’attuale Eritrea), da cui tornò carica di essenze di ogni tipo dalle quali ricavò la sua fragranza prediletta, racchiusa nel misterioso flacone studiato dagli scienziati del dipartimento di radiologia della clinica universitaria di Bonn. LA MORTE DEL FARAONE – In questa cultura il profumo era una sorta di tramite con le divinità e alla morte del faraone si usava privare il corpo delle viscere, pulirlo con olio di pino e riempirlo di essenze, attraverso il rito dell’imbalsamazione. Ma a un certo punto anche questa civiltà conobbe il lusso e la piacevole frivolezza e le sostanze odorose iniziarono ad essere impiegate anche come vezzo femminile e strumento di seduzione, proprio come oggi. E tra le prime a usare il profumo in modo profano fu proprio Hatshepsut, monarca di sesso femminile molto amata e poi molto odiata, femminista ante-litteram, ritratta talvolta addirittura con una barba finta. Eppure così femminile. Emanuela Di Pasqua - 16 marzo 2009 - Repubblica |